giovedì 25 maggio 2017

Il Facilitatore con le tecniche teatrali

Comunicare, relazionarsi costruttivamente, costruire e tutelare il team, sono attività complesse. Ne sono chiari gli esempi come la freddezza delle relazioni in ambito lavorativo, in quello scolastico, o familiare, dove continue sono le incomprensioni e gli interessi conflittuali. È necessario, pertanto, promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali e fondamentali, sviluppando i metodi che permettano di cogliere le mutue relazioni e le influenze tra le parti in un ambiente apparentemente complesso.
Oggi il facilitatore, di frequente identificato in modo generico come coordinatore o chairman, assume una posizione centrale. Quali siano le esigenze che hanno portato alla nascita di una nuova professione lo suggerisce sovente, il suo stesso nome, e facilitatore evoca in primis l’esigenza di rendere facile qualcosa che dunque facile non è. Qualcosa come una riunione di lavoro, un forum o una qualche altra forma di interazione sociale all’interno di una organizzazione o un gruppo informale. Insomma, si occupa del buon esito dei processi comunicativo – relazionali, agendo al loro interno come enzima, traduttore/mediatore di linguaggi e di sistemi di credenze, come motivatore e talvolta anche come agente di aiuto. È un consulente e un animatore di processo a cui le organizzazioni si rivolgono per ridurre i conflitti, motivare i gruppi di lavoro, creare più coinvolgimento e partecipazione. Un ruolo, pertanto, di estrema importanza in contesti organizzativi sempre più attenti alla conoscenza come risorsa e al capitale da valorizzare.  Un ruolo che possiede in sé lo sviluppo di diverse abilità trasversali come la comunicazione efficace, l’ascolto, la gestione dei gruppi di lavoro, l’intelligenza emotiva, il problem solving, la leadership.
E a tal proposito appare pertinente il richiamo ad un altro riferimento concettuale derivante da Vygotskij, psicologo sovietico (1966); “zona di sviluppo prossimale”. Questa definizione indica che ogni individuo, rispetto alle capacità possedute ad un certo stadio, possiede un potenziale nascosto che può essere sviluppato se opportunamente supportato e facilitato.
Il corso “Il Facilitatore con le tecniche teatrali” erogato da Make It So, permette di sviluppare le competenze personali per realizzare efficacemente questo ruolo e lo fa utilizzando una formula laboratoriale che mette insieme due strumenti come il coaching e l’animazione teatrale.
La metodologia teatrale si propone di arricchire lo studio delle tecniche di facilitazione portando a migliorare la capacità di comunicazione – azione e incrementandone la flessibilità.
Accanto al Dott. e Coach Massimo Perciavalle, ideatore e socio fondatore di Make It So, l’attore e Clown professionista Paolo Scannavino, in arte Scannamago, con uno stile unico ed originale.
Il corso Facilitatore di gruppi si svolgerà presso la sede Make It So, durante le giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 giugno, in via Paolo Paruta 20, a 200 metri dalla metro Ponte Lungo.
Per saperne di più scrivici a info@makeitso.it o chiama allo 06/45471749

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