giovedì 19 marzo 2015

Consigli per valorizzare il Curriculum su linkedin


Un altro modo per trovare lavoro e mettere in risalto il proprio curriculum è Linkedin, il social semplice e gratuito, impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali.
Scrivere il Curriculum non è mai facile, perchè bisogna mettere sempre in risalto i propri punti di forza per farsi notare dal selezionatore, eliminando le soliti frasi fatte, stereotipate e termini popolari che vengono usati nella maggior parte dei casi.

Mettere in risalto sempre la motivazione personale nella candidatura, lodare attraverso esempi significativi i risultati ottenuti con il proprio lavoro per far emergere i propri punti di forza.
La foto del profilo non è un optional, il profilo con la foto ha una probabilità di 14 volte di essere visualizzato.

Il titolo deve essere convincente per essere più concreto, cerca di segnalare anche esperienze di volontariato o cause importanti che sostieni, ti dà un chance in più, molti professionisti intervistati da Linkedin valutano le esperienze di volontariato alla pari di quelle retribuite.

L'elenco delle competenze nel profilo incrementa di 13 volte le probabilità di visualizzazione di profilo, conviene inserire sia competenze di nicchia che quelle più prestigiose, le referenze dei colleghi ed ex colleghi non vanno nemmeno sottovalutati.

Il decalogo dei consigli su Linkedin
Titolo: sintetico slogan professionale che rimanga impresso e sia efficace

Foto: deve essere di alta qualità e semplice, il candidato deve comparire da solo e vestito in modo professionale, evitate foto improbabili scattate alle feste, quelle di animali o personaggi dei fumetti, Linkedin non è Facebook.
Il grado di istruzione: deve essere visibile e bisogna elencare tutti gli istituti scolastici che avete frequentato di livello superiore e inferiore, i corsi e gli studi all'estero compreso i programmi estivi, sottolineando voto, specializzazione e riconoscimenti ottenuti.

Riepologo: deve essere sintetico e chiaro, deve contenere qualifiche, obiettivi, incarichi ricoperti e attività extracurriculari principali.

Competenze ed esperienze: devono essere accattivanti, includere parole chiavi e gli slogan, al fine di catalizzare l'attenzione il selezionatore.

Aggiornamenti frequenti: consolidano l'immagine professionale e confermano il posizionamento del profilo, nell'ambito della rete dei contatti.

Gruppi: aderire a determinati gruppi, dà input fondamentali al selezionatoreù

Infine personalizzate il vostro url con il nome e cognome e configurate il vostro Linkedin su "pubblico", cercate di condividere file di documenti e contenuti multimediali permetteti di valorizzare le competenze, aggiungendo esempi pratici dei propri scritti, lavori di progettazione o di altri risultati maturati.

Cesare Bamonte

giovedì 12 marzo 2015

Intervista a Rudy Bandiera Docente del Master Social Media e Web Community Manager Make it So




Potresti presentarti e spiegarci di cosa di occupi?
Sono un blogger, consulente Web, imprenditore e anche giornalista per non farci mancare niente. Racconto storie in digitale, faccio quello che va tanto di moda chiamare "storytelling" su ogni cosa che abbia un valore da raccontare.
Campo insegnando social media marketing presso master universitari e aziende e sono il socio fondatore di NetPropaganda s.r.l, un'agenzia che si occupa di accompagnare aziende e privati a creare la propria identità nel mondo digitale e a fare business, ovviamente.
Sono anche l'autore del libro "Rischi e opportunità del Web 3.0" nel quale analizzo gli scenari futuri in ambito digitale, Web e comunicazione, ovvero un libro che mi appioppa la definizione di "futurologo".
Sono ferrarese da sempre, nel tempo libero leggo molto, non mi muovo per niente e mi nutro di grassi saturi.

Come ti sei avvicinato alla consulenza del Social Media Management?Diciamo che è un mondo che mi è piaciuto fin da subito e quando una cosa ti piace ti senti attratto.

Quali sono le gioie e i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?Sono molto più le gioie in effetti ma i dolori non mancano. La cosa buffa è che spesso le due cose coincidono nel senso che è una gioia avere a che fare con decine e decine di persone tutti i giorni. La cosa meno piacevole è quando hai a che fare con decine di persone tutti i giorni ma non sei in forma, o hai fretta.
Ecco, il tuo atteggiamento cambia e le persone lo sentono. Questo NON è bello.

Secondo il tuo parere l'errore da evitare assolutamente nella gestione di un social network?La supponenza. Il "lei non sa chi sono io" o l'atteggiamento borioso non pagano. Mai.
Il dialogo e la positività pagano, sempre.

Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace Social Media Specialist?Questa è una bella domanda... Diciamo che tutti potremmo fare il meccanico o l'idraulico ma di certo non tutti allo stesso modo e allo stesso livello. Allo stesso modo tutti potremmo fare i pittori ma non tutti saremmo Picasso.
Il Social media qualcosa richiede molta empatia e moltissima pazienza ergo... talento.

Quando hai iniziato a lavorare come Social Media Specialist?Nel 2008.

Quale mezzo di comunicazione o metodo consiglieresti per pubblicizzare il proprio brand e raggiungere il proprio target di riferimento?Non esiste UN mezzo di comunicazione migliore dagli altri ma dipende da chi siamo e da cosa vogliamo raggiungere. A ogni messaggio il suo social e il suo canale.

Mi parli un po’ del tuo blog ?Volentieri! E' un bellissimo blog :D
In realtà è il mio giocattolo preferito: trasversale e poco verticale è l'esatto opposto di quello che dovrebbe essere un blog professionale ma io... ci credo molto nei progetti innovativi ;)

Mi fai un piccola introduzione del tuo libro “ Rischi e Opportunità del web 3.0 e delle tecnologie che lo compongono”?Ho cercato di fare il divulgatore, la cosa che mi viene meglio: ho spiegato quali sono le aziende che stanno costruendo il nostro presente e quali tecnologie stanno implementando per sviluppare il nostro futuro. La consapevolezza del mondo e del cambiamento in cui viviamo, sarà la nostra salvezza.

Qual è la particolarità del tuo intervento in aula al Master Make it so?Cercherò di dividermi in due: da una parte gli "atteggiamenti" e da una parte "le tecniche". Quello che voglio fare è trasmettere passione. La passione è TUTTO.

Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare Social Media Specialist?Leggi, tanto, dai siti di chi lo fa già. Non pensare SOLO alle conversioni ma pensa ANCHE alle conversioni. Così vinci tutto.

giovedì 5 marzo 2015

Intervista a Fabio Lalli, CEO at IQUII srl, docente del Master Social Media e Web Community Manager Make it So




Potresti presentarti e spiegarci di cosa ti occupi?
Ciao Massimo. Mi chiamo Fabio Lalli e oggi sono il ceo di IQUII una digital agency nata circa tre anni fa con l'obiettivo di sviluppare e migliorare l'esperienza degli utenti attraverso un utilizzo spinto della tecnologia. Siamo nati con il focus sul mobile per poi integrare nella nostra offerta sia la digital strategy che lo sviluppo di progetti in ambito IOT e Wearable. In particolare comunque mi occupo dello sviluppo del business della mia società e della strategia. Nel resto del tempo faccio formazione in vari enti e da quest'anno ho una cattedra all'università per stranieri di Perugia dove insegno "tecnologie e sviluppo di applicazioni mobile".

Come ti sei avvicinato al mondo del mobile?
Mi occupavo di tecnologie e sviluppo di applicativi, quindi iniziare a sviluppare applicazioni mobile e poi applicativi per IOT e Wearable è stata una evoluzione naturale di quello che già facevo. Ho iniziato con un po' di anticipo e molte aziende ancora non credevano nella "app economy" e poi nel potenziale del mobile. Noi abbiamo iniziato con sperimentazione e piccoli applicativi per poi costruirci una società.

Mi parli dei tuoi progetti Followgram e Indigeni Digitali?
Sono due progetti importanti del mio percorso. Da una parte Indigeni, nato nel 2010, voleva esser un network per persone che lavorano nel digital: il format era semplice, aperitivi, networking e conversazione online e offline. Poi tutto è diventato una associazione no profit. Oggi è una fase di silenzio riflessivo: presto tornerà a far parlare, con una connotazione differente. Il modello è ormai inflazionato e fortunatamente essendo stati dei precursori, abbiamo dato vita a tanti altri modelli che si sono ispirati a ID. Followgram, oggi collecto, è un esperimento di una notte fatto da me e Lorenzo Sfienti e poi diventato un "giocattolo" importante su cui abbiamo fatto molta esperienza. Oggi conta circa 3,5 milioni di utenti ma è in calo la crescita per via delle funzionalità sviluppate da Instagram stesso. E' stato un bel percorso, vedremo come "utilizzarlo" per altre nuove iniziative.

Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare un social media specialist?
Sai, non ho mai creduto nelle formule magiche e credo che non esista un percorso unico per riuscire a fare qualcosa. Il mio suggerimento è osservare, studiare e provare. Sicuramente un percorso professionale non si può improvvisare e non ci vuole poco tempo per imparare e costruire una professionalità. Purtroppo tra le tante cose belle fatte dalla rete e da Internet ci sono anche tante cose negative, e una di queste è la superficialità con la quale si affronta la formazione: si pensa che siccome sia un mestiere che nasce e si sviluppa su internet, e che in e siccome in Internet ci siano le risposte a tutto, sia sufficiente leggersi il manuale online del perfetto social media Specialist per poter dire di esser esperto. Non è così.

Quale è la particolarità del tuo intervento in aula al Master Make It so?
Credo che la particolarità del mio intervento sia la stessa delle volte che insegno: faccio fare un viaggio tra tecnica, esperienza e casi concreti che posso raccontare perchè accaduti a me e verificati sul campo. Non mostro formule magiche (che appunto non esistono), non mostro epicfail e epicwin solo di altri ma cerco di focalizzare esempi su cose successe a me e alla mia azienda di cui posso parlare a 360gradi, dalla progettazione all'esecuzione, alla gestione della crisi e ai risultati. Cerco di condividere tecnicismi ed suggerimenti che non si trovano sui libri, ma che sono il frutto di risultati ed esperimenti. E' una formazione un po' più esperenziale che pedagogico-frontale e molto interattiva con chi ho in aula.

lunedì 2 marzo 2015

Testimonianze del Master Social Media e Web Community Manager VI edizione

                Testimonianze del Master Social Media e Web Community Manager VI edizione 


Giunta a termine la VI edizione del Master Social Media e Web Community Manager organizzato dalla Make it So, scuola di formazione e consulenza di Roma.
Il Master, con la formula week end alternati, si pone l'obiettivo di formare i giovani per le professioni che sono maggiormente richieste nel mondo del lavoro: Social Media Manager e Web Community Manager. Il Master è un percorso specialistico completo e strutturato sia sulla Comunicazione Social Media che sulla conoscenza e applicazione degli strumenti del Web Marketing aziendale.



Testimonianze di alcuni corsisti che hanno appena terminato

Valentina Sanesi:
Docenti molto preparati, disponibili e amichevoli, tante nozioni tecniche e pratiche spendibili immediatamente nel mercato del lavoro, la possibilità di essere scelta da aziende per lavorare, ancora prima di finire il master. Le nuove connessioni attivate con i docenti ed esperti del settore che sicuramente aiutano a raggiungere i propri obiettivi professionali.

Gianluca Sgarrella: Ho trovato dei docenti bravissimi e molto disponibili, che ci hanno spiegato in maniera molto chiara e precisa gli argomenti del Social Network e Web Marketing. La scuola si è mostrata disponibile sin da subito, assolutamente positiva è la possibilità di effettuare uno stage dopo la fine del Master in azienda, per mettere a frutto le conoscenze apprese.

Federica Castellano: Gruppo omogeneo, docenti preparatissimi e disponibili. Competenza e padronanza delle materie trattate. Master molto utile che non tradisce le aspettative

Alessandro Tomei: Il Master Social Media e Web Community Manager di Make it So è molto ben organizzato. Alla parte teorica, ben approfondita, si passa ad una buona parte pratica. Gli insegnanti sono stati abilissimi nel trasmetterci la loro esperienza con esempi e slide di lavori pratici da loro svolti e a stimolarci continuamente. Sono stati sempre disponibili per domande o anche piccoli approfondimenti extra curriculari.

 Grazie e in bocca al lupo




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