lunedì 26 maggio 2014

Il Social Media Management raccontato da Massimo Nava

Massimo Nava, in arte Artlandis è Social Media Manager, Art Director Teacher/Coach e Digital Artist da 13 anni. Curioso di tutto ciò che è “visual”, vive a Roma e Milano, immerso in rete, tra social, web, marketing e nuove idee. Ama la diversità, gli archetipi e le Conversazioni.
Organizza corsi di formazione in aula e online (webinar), partecipativi (contest/eventi) e gestisce alcune Community online.

 
1) Come ti sei avvicinato al social media management?
Seguo il mondo dei Social Media dall'inizio, prima che diventassero un fenomeno di massa, appassionato da sempre dal web in tutte le sue forme: dalle prime storiche chat (mirc, azzurra, icq, talktalk, c6 e via dicendo) fino ai forum ed alle loro evoluzioni. Iniziai a seguire ciò che succedeva oltreoceano e, affascinato dalle relazioni che si creavano e dall'enorme potenziale che le nuove piattaforme offrivano, iniziai a seguirne dinamiche e sviluppi fino alla scommessa di considerarle uno strumento di comunicazione da offrire ai miei Clienti.
Lo scambio e la ricchezza di informazioni che quelle relazioni "umane" promettevano mi ha catturato da subito in tutte le sue forme aprendomi a risorse che il "semplice" web tradizionale non rendeva così velocemente accessibili. Alla fine, oltre ad essere uno strumento di lavoro è diventata una passione che metto a frutto in tutte le direzioni che mi piacciono di più, accompagnandomi con stimoli e creatività in ogni momento della giornata. Un divertimento, insomma

2) Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
La gioia definibile sta proprio nella varietà di spunti che i canali sociali riescono a garantire. Una miniera d'oro fatta di informazioni, dettagli, esperienze che per me rappresentano il significato primigenio della loro esistenza: la condivisione, la crescita, le opportunità che gli ormai risicati "gradi di separazione" dell'era Social ci regalano.
I "dolori", se così possiamo definirli, per me risiedono nelle dinamiche fisiologiche delle piattaforme e del comportamento degli utenti che spessono, in un perpetuo copia-incolla di identità (e di sfruttamento dei "bisogni" altrui) banalizzano l'esperienza sociale, appiattendone lo scopo. Una delle delusioni principali, dentro al web (ma anche fuori, dunque un effetto conosciuto del comportamento umano) ciò che un libro che lessi definì "interpassività", cioè il demandare ad un click una motivazione, uno scopo, uno slancio emozionale esaurendone l'effetto che da sensazione umana diventa digitalizzazione di uno spreco.
Per fortuna, però, è solo uno dei lati della medaglia

3) Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace community manager?

Gli aspetti principali di un buon community manager devono essere almeno quattro, meno comuni di quanto non si pensi: capacità di moderazione (su sè stessi e verso le dinamiche del web); apertura al dialogo ed al confronto (ottimo per gestire relazioni, discussioni e momenti critici della gestione di un'area); creatività e fantasia (perchè gestire una community significa anche stimolarla, emozionarla, generare il giusto feeling con il brand o l'entità alla quale essa fa capo); curiosità e voglia di crescere (necessaria per evolversi insieme con l'utente e con le piattaforme).

4) Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di un social network?

L'errore peggiore è certo concepire l'insieme di utenti come una massa astratta alla quale, per sopravvivere come "community" è sufficiente il mantenimento dello status quo. Non riuscire a dedicarsi all'Ascolto dei propri utenti è l'errore conseguente.
Non è così. Tutto cambia, continuamente. Così l'evoluzione delle Conversazioni, dei gusti, delle passioni, dei trends e, di conseguenza, dell'esperienza "Community" da lasciar fluire senza eccessive manipolazioni.

5) Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare social media manager?

Il miglior suggerimento che posso dare è di vivere ogni canale osservando (cimentandosi in prima persona) tutto ciò che accade senza l'arroganza di pensare di "conoscere" tutto ciò che da sapere ma seguendo sviluppi, analisi, consigli e partecipando ai confronti aperti che il web propone.
Così ricco di informazioni la rete mette a disposizione tutto ciò che occorre per migliorare, crescere in abilità e avvantaggiarsi su dinamiche, competenze e novità.

1 commento:

  1. Grande Massimo. Altro fattore è la perseveranza nel credere nelle persone e diffondere il verbo della condivisione come elemento differenziale per far emergere le nuove aziende basate sul digitale.

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