martedì 29 aprile 2014

Il Social Media Management: Saverio Bruno ci racconta un lavoro dai molteplici aspetti



CEO & Founder presso Twitter Marketing Efficace, delegato per l'Italia presso HootSuite e Digital Media Strategist. Saverio Bruno giovane ed esperto di tutto ciò che è social, risponde ad alcune domande per i masterini del Master Make it So in Social Media e Community Manager

1) Come ti sei avvicinato al social media management?
Mi sono avvicinato quasi per caso. Da sempre sono stato un appassionato di tecnologia ed ho iniziato come autodidatta. Nel corso del tempo ho scoperto i Social Network ed ho iniziato ad usarli come strumenti professionali: più ne scoprivo le potenzialità e più mi rendevo conto di quanto questo mondo mi interessasse, al punto da iniziare a sfruttarlo sia per i miei progetti personali che per i primi clienti.


2) Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
La difficoltà più grande che ho incontrato è certamente quella di far comprendere e spiegare le potenzialità che presentano gli strumenti Social alle imprese perché usandoli correttamente si possono ottenere degli ottimi risultati. D'altra parte le soddisfazioni sono arrivate quando, grazie ad aver applicato la giusta strategia di Web Marketing e Social Media Marketing, sono giunti i risultati ed il cliente è rimasto soddisfatto.

3) Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace community manager?
Essere costantemente aggiornarti, essere flessibili ed avere una mentalità aperta per poter integrare sui Social le altre strategie di comunicazione e/o lavorare in un team. A mio avviso è necessario anche studiare la concorrenza e comprendere il pubblico per poter comunicare al meglio.

4) Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di un social network? L'utilizzo di contenuti di pessima qualità.

5) Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare social media manager?
Essere se stessi, prestare attenzione ad ogni azione eseguita, rimanere costantemente aggiornarti, essere gentili, chiedere aiuto, chiedere scusa, ringraziare e... divertirsi!

martedì 22 aprile 2014

Il Community Management secondo Daniela Iannoccari

Appassionata di lettura e scrittura, nel tempo libero gestisce la pagina Facebook Apprezzare gli italiani che sanno scrivere in italiano, uno spazio in cui vengono raccolti pensieri, strafalcioni, citazioni, vignette, immagini, viaggi mentali, parole sparse, per promuovere un uso corretto della nostra lingua. Perché, come specificato nella sezione informazioni della pagina, se "il latino è una lingua morta, il greco antico una lingua morta, anche l'italiano non si sente troppo bene..."
Andiamo dunque a conoscere Daniela e sentiamo cosa ci racconta sulle sue attività di Community Manager.


Come ti sei avvicinata al community management? 

Assolutamente per caso. Principalmente ho creato il mio spazio virtuale per condividere con altri la passione per la lettura e al tempo stesso per promuovere il corretto utilizzo della lingua italiana. Prima dell'arrivo di Facebook ho curato un blog per diversi anni, praticamente sono una community manager da tempo e non lo sapevo!


Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere? 

Per quanto mi riguarda non si tratta di un'esperienza professionale, ma un modo costruttivo e al tempo stesso divertente di impiegare parte del mio tempo libero. Le gioie derivano dal confronto diretto con i lettori e i dolori... pure. Sto sempre molto attenta nello scegliere i contenuti da pubblicare, ma spesso capita di doversi scontrare con chi la pensa diversamente rispetto all'argomento trattato ed è capitato che nascessero discussioni tra commentatori, dolori veri e propri. La gioia è data invece dai complimenti ricevuti, dalla collaborazione, dall'entusiasmo col quale mi vengono proposte idee, citazioni, immagini e dai rapporti che ho instaurato con alcune persone.


Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace community manager? 

Innanzitutto tanta pazienza e costanza, per ottenere risultati e riscontri positivi ci vogliono tempo e impegno. Compatibilmente con gli altri aspetti della mia vita cerco di essere presente e seguire tutto ciò che accade, controllo quotidianamente i nuovi commenti per evitare che nascano polemiche e, quando occorre, cerco di mediare. Credo sia necessario anche saper accettare le critiche: non si può piacere a tutti.


Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di una community? 

Un errore che cerco di non commettere è quello di non tenere in considerazione le opinioni altrui. È importante rendere partecipi i lettori e, di conseguenza, bisogna essere disponibili ad ascoltarli e interagire. 


Che suggerimenti daresti a chi volesse diventare community manager? 

Lanciarsi senza aver paura di esporsi o di dover difendere la propria posizione quando necessario. Essere originali, creativi e disposti al cambiamento per evolvere. Credo che sperimentando e mettendo sempre in discussione il proprio operato si possa sempre migliorare e raggiungere ottimi risultati.

venerdì 11 aprile 2014

Il social media management secondo Giusy Congedo


Classe '86, salentina di nascita e ligure d'adozione. Laureata in Comunicazione, si occupa di Social Media Marketing e gestione delle Community online.
Delegato HootSuite per l'Italia e Communty Manager per diversi progetti digitali. Giusy Congedo ci risponde ad alcune domande sul social media managment.

1) Come ti sei avvicinato al social media management? 
È stato un processo del tutto naturale ed ha seguito il mio percorso di studi sulla comunicazione ed assecondato la mia curiosità di scoprire le dinamiche sociali delle relazioni. Precisamente il “mondo social” l’ho conosciuto grazie al corso di “Marketing e comunicazione attraverso i social media e il web 2.0”, momento in cui mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa a studiare Web Marketing. È lì che ho trovato la mia vocazione di "Community Manager" (anche spinta dal mio docente e “maestro social” Enrico Giubertoni aka @buzzes). L'amore a prima vista di Twitter [anche se l'ho scoperto solo un paio di anni fa] ha fatto il resto, tant'è che continuo ad (in)formarmi ogni giorno con le mie #pilloledisocial.

2) Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
Non per essere smielata, ma [per ora] le gioie superano di gran lunga i dolori. Sicuramente non ho ancora una lunga carriera e "ne ho ancora da vivere" e cerco di allontanare queste sensazioni negative Indubbiamente i dolori si palesano quando “gli altri” (soprattutto clienti o collaboratori) non comprendono il mio lavoro e lo paragonano al semplice “svago”, ma non mi do mai per vinta… alla fine sono i risultati che contano!

3) Quali qualità/capacità sono oggi essere un efficace community manager? 
Una delle qualità che il community manager dovrebbe avere è l'empatia che, indipendentemente dall'online e dall’offline ti permette di entrare in contatto con le altre persone. Senz'altro deve avere capacità tecniche e conoscere concetti quali copy, PR, advertising, marketing, SEO, (se non in modo approfondito, almeno le basi per comprendere meglio le dinamiche e le potenzialità dei social). Ah… poi avere un grande team di lavoro! Non so se definirla una “qualità/capacità”, ma è una necessità! Non si può fare tutto da soli e più menti fanno sempre “+ di 1”. Vuoi mettere un'idea che nasce, cresce, si anima e si coltiva grazie a diversi spunti? Il processo di brainstorming mi affascina sempre... Ed è una tecnica che uso spesso sia per progetti personali, ma anche e soprattutto con i clienti: un progetto (in senso lato) non è mai "solo mio o solo tuo", ma di tutti.... e riconoscerlo è sempre un punto di forza! [Si capisce che faccio parte di team fantastici?!? :D]

4) Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di un social network? 
Non ascoltare quello che la community e le persone che la vivono dicono. Di certo non è semplice e, secondo me, uno dei tanti "tool" da usare quotidianamente è il "buon senso".

5) Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare social media manager? Ho 3 consigli nel cassetto (in quanto anche io cerco di seguire ogni giorno): 1. Fare Personal Branding: imparando a condividere e a comunicare le proprie passioni 2. Sapere che c’è sempre una strategia dietro alla “semplice” condivisione di un post 3. Non pensare mai di saper tutto, c'è sempre qualcosa da imparare: formare e informarsi costantemente nel mondo dei social network è una prerogativa assoluta, infatti “siamo tutti studenti avanzati” [cit. Paolo Ratto]. Quello che era valido ieri, non lo sarà domani... Ma non è questo il bello?!

lunedì 7 aprile 2014

Il social media management per Shonel Geri

Appassionato di cinema, tecnologia e musica, insegna nuoto e aiuta le aziende a rimanere a galla nel mare della rete. Blogger, web strategist, esperto di SEO e formatore: anche Shonel Geri ha risposto alle nostre domande sul social media management.

1) Come ti sei avvicinato social media management? 
Lo stimolo principale è nato quando ho visto l'uso indiscriminato, prima personale e poi lavorativo, degli strumenti del web come se fossero una sorta di "bacchetta magica" di pubblicizzazione senza alcuna metodologia.
Per intenderci (e purtroppo è ancora oggi un pensiero diffuso), molti credono che basta esserci per avere visibilità.
Non è così, ci vuole un piano ben definito per avere una buona risposta dalla rete.
2) Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
Le gioie arrivano quando vedi quella che è una buona idea, avere un riscontro positivo, dapprima a livello embrionale nel team con cui collabori, e poi quando constati che questa ha un ottimo riscontro nel pubblico.
Nel caso di un insuccesso non si può parlare di “dolore” perché il bello di un lavoro come questo è che ci si può sempre riprovare, imparando dai propri errori. (ovviamente parliamo di non aver azzardato qualcosa di catastrofico: il buon senso è la prima regola)
I dolori, invece, nascono quando devi rapportarti con quelle imprese che ragionano (come ho detto prima) come se Internet ed il Social Media fossero degli strumenti miracolosi, senza la voglia e la volontà di capire come funzionino.
3) Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace social media manager?
Innanzi tutto, anche se pare scontato, conoscere e saper usare lo strumento.
Ho visto numerose persone con grandi capacità di copywriting e che sanno creare eccezionali piani editoriali, cadere negli errori più semplici nel momento della pubblicazione.
Per intenderci: L’uso degli hashstag non è funzionale se un post ne viene sovraccaricato senza una logica. (vedi chi usa, su Instagram per esempio, decine di tag nella descrizione, invece di una più efficace didascalia per accompagnare la foto).
Altrettanto importante è conoscere con i tuoi interlocutori (quindi Analisi) e mettersi anche nei panni di chi andrà a recepire i contenuti.
4) Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di un social network?
L’eccessiva sicumera: è facile, una volta che si crede di essere padroni dello strumento e della strategia, incappare negli errori più banali di comunicazione (ad esempio una risposta sgarbata ad un commento).

5) Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare social media manager?
Suggerisco di non smettere di aggiornarsi, ma soprattutto, di imparare a riconoscere chi sa veramente comunicare sul Social Media da chi si comporta da mero imbonitore. Di chiedersi, prima di pubblicare, “come reagirei io a questo?”. Mettersi dalla parte dello “spettatore” aiuta ad essere più efficaci. 
Imparare a usare gli strumenti con cui si deve lavorare (non mi stancherò mai di ripeterlo), anche se “saperli usare” non vuol dire automaticamente essere un Social Media Manager. Senza concetti di Analisi e CRM (gestione del cliente) non arriveremmo mai ad attirare l’attenzione delle persone per i nostri scopi “business”. E ancora, consiglio di non arrendersi o avvilirsi se non c’è la risposta che ci aspettavamo da parte della gente, ma piuttosto analizzare cosa possa non andare, migliorare, e riprovarci.  

venerdì 4 aprile 2014

Il community management secondo Gian Marco Cattini

"In social we trust" è il suo mantra ed ha fatto dei social media una professione abbracciando la rivoluzione digitale fin da subito. È un blogger, un social media e community manager: Gian Marco Cattini risponde alle nostre domande.

1) Come ti sei avvicinato al community management?
Mi sono avvicinato a questa professione ancor prima che esistesse, si può dire. Senza dilungarmi troppo sulle mie prime esperienze lavorative vi voglio raccontare quanto segue:
Il tutto comincia quando al tempo facevo il promoter per Vodafonne, tutto il giorno in giro con la macchina a rifornire i punti vendita di Roma nord, zona Casal del marmo, circonvallazione Cornelia e sinceramente mi stancavo anche parecchio ed immaginavo la possibilità di poter essere di supporto e di aiuto comodamente da casa, insomma sognavo già prima del 2000 la social care. Con l’avvento di Facebook prima e Twitter dopo mi si è aperto un mondo ed ho potuto abbandonare il lavoro su strada per dedicarmi 100% a quello on line.

2) Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
Senza dubbio le gioie più grandi sono quando vedi il frutto del tuo lavoro realizzarsi, quando riesci con le tue forze a dare il giusto valore al servizio richiesto dal brand e lui ti ringrazia confermando le tue competenze e qualità parlando bene di te ad un partner e/o fornitore che diventa a sua volta un tuo cliente. Come in tutte le cose poi ci sono i rovesci della medaglia, gente che al contrario, malgrado i tuoi sforzi, non riconosce il tuo valore, una proliferazione di pseudo professionisti arrangiati che getta ombre e malcontento sulla professione ed, anche se in misura ridotta, un’incapacità dettata dalle tempistiche di gestire ritmi di lavori classici (es. lavoro ufficio)

3) Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace community manager?
Oggi la figura del Community manager non è ancora stata definita in maniera univoca e chiara, quindi si lavora sempre per sfumature di grigio. In questo contento un buon Community Manager deve sapersi destreggiare in diversi situazioni ed essere in padronanza di elementi di marketing, comunicazione, SEO, copywriting, PR, advertising, essere estremamente flessibile e di mentalità aperta alla scoperta. Infine deve essere dotato di una certa sensibilità emotiva che gli permette di sondare gli animi della rete e captare quelli che sono i suoi bisogni e magari anticiparli

4) Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di un social network?
Essere banali e scontati, non immedesimarsi quindi nel pubblico che riceve il messaggio che vuoi inviare. Essere presuntuosi e supponenti non porta da nessuna parte in genere ed ancora meno nei social network che non guardano in faccia a nessuno. Una cosa da evitare in maniera assoluta è di essere pedanti e petulanti anche con il profilo personale, una giornata no può succedere a tutti, ma non è bello vedere professionisti che all’interno delle loro pagine continuano solo a lamentarsi degli elementi avversi

5) Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare community manager?

Siate sempre curiosi e non fermatevi mai alla prima risposta che generalmente è sempre quella più semplicistica, anche se la cosa vi sembra scontata cercate sempre di porvi le giuste domande che vi porteranno di conseguenza alle giuste risposte. Cercate sempre di rimanere al passo con la tecnologia quindi studiate ed informatevi costantemente, appena ci sono delle novità dedicate un poco di tempo a comprendere come queste modificheranno gli assetti dei social e cercate di analizzare e capire cosa dovrete cambiare nella vostra di strategia per ottenere buoni risultati. Ultima cosa non chiudetevi nelle vostre roccaforti, uscite e conoscete gente diversa, con idee e modi di fare diversi, come dice il detto conoscere è potere.

mercoledì 2 aprile 2014

Rudy Bandiera e l'arte del social media management

Arriva da Ferrara e condividere e socializzare sono i suoi marchi di fabbrica. Questo è Rudy Bandiera che con entusiasmo e la tipica affabilità emiliana lavora da anni come giornalista e consulente nel mondo dei social media e del "marketing non convenzionale". Qui ci dà qualche consiglio per chi voglia cimentarsi con la gestione dei social network:

Come ti sei avvicinato al social media management?

Direi che è stato un passaggio obbligato: gestivo un network di oltre 200 siti con quasi 500 redattori quindi è stata una cosa spontanea. I social sono arrivati nelle nostre vite in maniera fluida e del tutto naturale.

Quali sono le gioie e i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?

La gioia è quella di fare il lavoro più bello del mondo, il dolore quello di farlo per troppe ore al giorno.

Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace social media manager? 

Come ho già detto mille volte, è un lavoro che in parte si impara e che in parte è innato. E' un po' “artistico” oltre che tecnico: quindi si deve capire come funziona un algoritmo, certo, ma si deve soprattutto capire in quale direzione andare con i contenuti. Si deve essere “empatici”.

Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione dei social media? 

Perdere le staffe. Per fare questo lavoro si deve essere sempre in equilibrio e pensare sempre fino a 100 prima di parlare. Se si sbaglia, si paga. Sempre.

Che suggerimenti daresti a chi volesse diventare social media manager? 

Affiancarsi a qualcuno, trovare una guida, una sorta di “mentore”. Non è una cosa che si impara a scuola, quindi ci vuole tempo, esperienza e abnegazione... come per diventare un Samurai ;)

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