lunedì 31 marzo 2014

Il social media management secondo Nicola Carmignani

Fiero della sua barba, non fa mistero della sua passione per il caffè e ama definirsi "social coso" anche se in realtà è un social media strategist, content manager, blogger, esperto di SEO e web marketing. Ecco come Nicola Carmignani ha risposto alle nostre domande:


1) Come ti sei avvicinato al social media management? 
Posso dire quasi per caso? All'inizio ero restio a iscrivermi a Twitter e Facebook, poi un po' per cedere alle pressioni che ricevevo e un po' per curiosità di seguire i profili Twitter degli attori americani delle serie TV che guardavo, ho fatto la frittata e da lì fiumi di tweet e post Facebook.
Sono laureato in informatica ma con la passione per il web e le relazioni sociali, così ho messo insieme le cose, mi sono dato da fare per studiare ciò che non era nel mio percorso di studi ed eccomi qui: community manager e social "coso" di professione! 

2) Quali sono le gioie e i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
Le gioie sono sensazioni che provi quando riesci a esprimere al meglio il tuo lavoro, quando hai riscontri positivi sia dal cliente che dalle persone a cui parli attraverso i canali social. 
Le difficoltà sono molte: già è difficile spiegare il lavoro a chi non è del settore ma anche le stesse aziende spesso non percepiscono il reale vantaggio di utilizzare questi strumenti per ottenere reali vantaggi di business. 
Ci sono poi altri aspetti legati alle particolarità del lavoro stesso (inesistenza di orari e attaccamento costante alla rete) ma ogni mestiere ha le sue peculiarità.

3) Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace social media manager? 
Ci vuole tanta passione, voglia di imparare e continuare a farlo, conoscenze in diversi settori: marketing, comunicazione, SEO, copywriting, PR, advertising. Elasticità e apertura mentale come base di questo mestiere perché gestire i social media richiede pazienza e propensione alla relazioni, online e offline.

4) Qual è a tuo parere l'errore da evitare assolutamente nella gestione di un social network? 
Dare qualcosa per scontato senza immedesimarsi in coloro che riceveranno il messaggio che stai fornendo. Tutto deve essere pensato e analizzato in funzione di molti aspetti ma prima di tutto deve essere messo l'utente finale al centro del processo di comunicazione.

5) Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare social media manager? 
Studiare, essere curiosi e sporcarsi le mani: aprire un blog, scrivere articoli sui concetti studiati, mettere in pratica ciò che si legge, creare una pagina Facebook per imparare a gestirla, curare i propri profili personali sui social, capire le particolarità di ogni strumento, partecipare ad eventi, conoscere "colleghi" e trarre insegnamento da ogni cosa. Altro consiglio: vivere online!


lunedì 10 marzo 2014

Intervista a Alessandro Prunesti


1. Come ti sei avvicinato al community management? 
Ho iniziato nel 2006, pertanto posso dire di essere stato un autodidatta. L'esigenza di fare il community manager è emersa nel momento in cui ho iniziato a utilizzare i social network come strumenti professionali.
Tra le community che oggi gestisco c'è quella degli Indigeni Digitali che conta oltre 7000 utenti e nella quale ogni giorno vengono pubblicati più di 70 post da monitorare. 

2. Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?
La gioia principale consiste in quella che io chiamo economia del dono: si riferisce alla possibilità che il Web oggi offre di condividere conoscenza e creare relazioni che vanno oltre le dimensioni di un monitor o di un display.
I dolori principali consistono nella difficoltà e nella frustrazione di spiegare funzionamento e vantaggi di questi strumenti alle imprese, che potrebbero ottenerne grandi benefici. 

3. Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace community manager? 
Sono anzitutto indispensabili competenze trasversali in comunicazione, marketing, programmazione, capacità di scrittura. Occorre inoltre essere sempre aggiornati sulle evoluzioni di questi strumenti e bisogna essere persone molto curiose. Occorre infine considerare che questo tipo di lavoro non conosce orari di ufficio: bisogna essere sempre e comunque connessi. Anche di sabato e domenica.

4. Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di una community? 
Deludere le attese dei membri e calare contenuti dall'alto.
5. Che suggerimenti daresti a chi vuole diventare community manager? 
- Imparare a parlare e a scrivere almeno una lingua straniera come l'inglese. Sempre più spesso si lavora con brand e clienti esteri o con brand italiani che vogliono presidiare i mercati esteri. I community manager che conoscono l'arabo, il cinese e il russo sono ricercatissimi e praticamente introvabili.
- Restare sempre aggiornatissimi sugli sviluppi di tutte le piattaforme social, che corrono a un ritmo velocissimo.
- Essere sempre connessi. Avere sempre con sè lo smartphone e monitorare costantemente i flussi di comunicazione, anche di sabato e domenica.
- Sviluppare la capacità di lavorare in team, essere sempre creativi e curiosi.
- Avere capacità tecniche di content management su piattaforme CMS (wordpress, ad esempio), oltre che competenze di editing grafico per la gestione dei contenuti.
- Porsi all'ascolto ed essere sempre trasparenti: imparare dai fail delle altre aziende, dai propri errori e dai suggerimenti che emergono dalla propria community.
- Analizzare i dati, analizzare i dati, analizzare i dati, analizzare i dati, analizzare i dati. Perché dicono tutto, ma bisogna saperli interpretare.

venerdì 7 marzo 2014

5 Infografiche su pinterest


1) conviene fare marketing su Pinetrest, questa infografica ci da un pò di info inziali?
Internet Marketing


2)L'uso che si può fare di Pinetrest  può andare dalla pianificazione all'integrazione con altre tipologie di marketing oppure può essere usato semplicemente per piacere personale ad esempio..

Internet Marketing


3) Altre info su Pinterest e su chi frequenta questo Social visuale

infografica pinterest


4) Pinterest è poco usato in Italia? bè comuqnue è un social molto importante, le ragioni sono sintetizzate in questa infografica:

Why #pinterest is important #Infographic

5) Infine una previsione sullo sviluppo di Pinterest per tutto il 2014 :

30 Reasons Why #Pinterest Will Rule Social Media in 2014 #pinterestparaempresas #pinterestmarketing #pinterestforbusiness

Creare una Brand Community



Riflessioni, metodi e consigli su come creare e gestire una brand comunity in una stimolante presentazione di Marco Fabbri.







mercoledì 5 marzo 2014

Il Community Management secondo Saro Trovato


Per capire di cosa si occupa un community manager ho rivolto 5 domande ad esperti del settore. Il primo a rispondere è il mood maker e sociologo Saro Trovato, fondatore di Libreriamo, la piazza digitale di chi ama i libri e la cultura. Oltre ad essere direttore, Saro Trovato è l'ideatore della community ed amministra la pagina Facebook insieme ai redattori della testata-associazione culturale.


Come ti sei avvicinato al community management? 

Mi sono avvicinato per la necessità di creare una community di Booklovers, amanti dei libri, a cui è rivolta la nostra testata Libreriamo. In primis abbiamo voluto indirizzarci a questo specifico target di amanti dei libri, per poi allargarci ad altri target paralleli come gli amanti della cultura e dell’arte, al fine di aumentare la visibilità del sito e creare interazione all’interno della community.


Quali sono le gioie ed i dolori della tua esperienza professionale che ti senti di condividere?

Le gioie sono i commenti ed i complimenti dei fan ad ogni traguardo raggiunto (dai mille fan ai 70 mila) e la forte partecipazione che riscontriamo nel corso delle campagne social lanciate sulla pagina Facebook. Dolori onestamente ce ne sono pochi, forse la poca collaborazione da parte di alcune fanpage, ma sono una minima percentuale rispetto alla maggioranza con cui abbiamo instaurato una forte relazione.


Quali qualità/capacità sono oggi indispensabili per essere un efficace community manager?

Ci vuole pazienza e caparbietà, soprattutto all’inizio quando non hai ancora acquistato la considerazione da parte del tuo target e degli addetti ai lavori. Quindi ci vuole attenzione nei confronti dei fan della community, analizzare cosa vogliono e cosa non piace, ma soprattutto renderli protagonisti della pagina, e capacità nel saper creare rete con altri community manager.


Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella gestione di una community? 

L’errore è, come dicevo precedentemente, quello di non ascoltare i bisogni e le necessità della propria community, ma soprattutto non renderli protagonisti della pagina, passivi.


Che suggerimenti daresti a chi volesse diventare community manager? 

Oltre ad avere una forte preparazione di base alle spalle, la regola numero uno di un community manager a mio parere deve essere quella di ragionare in termini di “dono”. Tutto ciò che viene pubblicato e postato non deve essere ego-riferito, ma fatto perché si vuole dare qualcosa alla propria community, renderla protagonista, emozionarla. Le soddisfazioni in questo modo non mancheranno mai.
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